Non sono una mamma di quelle a cui piace esaltare le doti della figlia (anche se ogni scarafone è bello a mamma soja) però la mia bimba è particola, non è scontata, banale…mi garba un mucchio!E’ furba come la mì nonna Rosina, sicura di se come la mì zia Maria, intelligente e perspicace come mia nipote Clementina …insomma, a volte ha delle uscite che mi fanno rimanere senza parole. L’altro giorno di ritorno da danza mi dice: “Mamma io voglio cambiare cognome” , “Perché????” “Perché non mi piace più, e poi mi è venuto a noia sentirmi chiamare sempre Sofia Benvenuti, Sofia Benvenuti…” “E come ti vorresti chiamare?” “Melani, come te! È un cognome ganzo il tuo mamma!”. “Guarda Sofia che non si può cambiare il cognome, e poi ne devi andare fiera, è il cognome del tuo babbo, di tuo nonno, dello zio Momme….” “Appunto, ci sono già troppe persone in famiglia che hanno questo cognome ed io lo voglio cambiare, andiamo dal sindaco e gli diciamo che da stasera mi chiamerò Sofia Melani”….silenzio….(ma cosa le hanno dato a danza?? Gli allucinogeni?).  La sera ha continuato col suo babbo, che invece di smorzarla, se l’è presa come se gli avessero detto che aveva le corna, si sono scornati (ariete contro ariete….) fino a che non sono andati a letto, senza darsi il bacino della buona notte, amminchiati come se non ci fosse un domani. Io mi sono chiusa sapientemente in bagno simulando un mal di pancia improvviso e li ho lasciati scornare. Però è anche la Sofia che appena torno da lavoro mi scruta e se vede che sono un po’ di umore nìvuro (come direbbe Montalbano) mi dice “Mamma sei arrabbiata, stanca, hai mal di testa o sei triste?”. Io guardo il suo corpicino esile, i suoi capelli lunghi che incorniciano un faccino furbo e intelligente e, forse sbagliando, l’altro giorno mi sono lasciata scappare un “La mamma è un pochino triste, ma non dipende né da te né da babbo” mi guarda dritto negli occhi, come uno psicoterapeuta di fama mondiale e mi dice “Mamma, vieni qua, te hai solo bisogno di un abbraccio”. Mi stringe a se come se fosse mia madre, avverto il bene, l’amore puro e sincero e mi sciolgo in un piantino. “Grazie Sofia! Ora mamma sta veramente meglio!” “Ricorda mamma, PICCOLI AMICI POSSONO ESSERE GRANDI AMICI”. La sera prima avevamo letto la fiaba di Esopo sul leone ed il topolino, mai fiaba è stata più educativa di quella.

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